D'Andrea, Claudia (2013) CUORE UNIVENTRICOLARE E FLUSSO ANTEROGRADO: OUTCOME DEI PAZIENTI SOTTOPOSTI AD INTERVENTO PALLIATIVO DI GLENN BIDIREZIONALE. [Tesi di dottorato]

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Tipologia del documento: Tesi di dottorato
Lingua: Italiano
Titolo: CUORE UNIVENTRICOLARE E FLUSSO ANTEROGRADO: OUTCOME DEI PAZIENTI SOTTOPOSTI AD INTERVENTO PALLIATIVO DI GLENN BIDIREZIONALE
Autori:
AutoreEmail
D'Andrea, Claudiaclaudyadan@libero.it
Data: 1 Aprile 2013
Numero di pagine: 32
Istituzione: Università degli Studi di Napoli Federico II
Dipartimento: Medicina Clinica e Chirurgia
Scuola di dottorato: Medicina clinica e sperimentale
Dottorato: Fisiopatologia clinica e medicina sperimentale
Ciclo di dottorato: 25
Coordinatore del Corso di dottorato:
nomeemail
Marone, Gianni[non definito]
Tutor:
nomeemail
Esposito, Giovanniespogiov@unina.it
Data: 1 Aprile 2013
Numero di pagine: 32
Parole chiave: PALLIAZIONE
Settori scientifico-disciplinari del MIUR: Area 06 - Scienze mediche > MED/11 - Malattie dell'apparato cardiovascolare
Depositato il: 11 Apr 2013 11:42
Ultima modifica: 18 Lug 2014 10:21
URI: http://www.fedoa.unina.it/id/eprint/9349
DOI: 10.6092/UNINA/FEDOA/9349

Abstract

Introduzione:Negli ultimi cinquanta anni vi sono state notevoli innovazioni e miglioramenti nelle tecniche cardiochirurgiche nell’ambito delle cardiopatie congenite. Cio’ che è risultato essere un’idea vincente per quel che concerne i cuori anatomicamente o funzionamente univentricolari è stata quella di affrontare gli interventi palliativi basandosi sulla tecnica della palliazione a stadi. Il secondo stadio di palliazione è rappresentato dall’intervento di anastomosi cavo polmonare bidirezionale (BCPA), ovvero, dopo aver bilancito i flussi sistemico e polmonare con le tecniche di palli azione neonatale, il secondo obiettivo è separare parzialmente la circolazione polmonare da quella sistemica. Da diversi anni si sta valutando il ruolo del flusso accessorio nell'ambito della BCPA. Scopo dello studio: comparare l’outcome a breve, medio e lungo termine dei pazienti sottoposti ad intervento di Glenn bidirezionale senza e con flusso accessorio. Rsultati:La presenza di un flusso accessorio non comporta un incremento di rischio di mortalità e morbilità ne’ l’aumento dei tempi di recupero post-operatori; i dati dello studio mostrano che il flusso accessorio comporta dei vantaggi in termini di saturazione di Ossigeno, prevenzione delle fistole arterovenose polmonari, crescita delle arterie polmonari e prolungamento del tempo “libero da Fontan”. Conclusioni:L’anastomosi cavo polmonare bidirezionale rappresenta uno stadio intermedio fondamentale nell’iter chirurgico palliativo dei pazienti affetti da cuore uni ventricolare e si conferma un intervento a ridotta mortalità e morbilità. La presenza di un flusso accessorio comporta notevoli vantaggi, tuttavia questi dati, per quanto forniscano indicazioni interessanti, vanno confermati da studi possibilmente multicentrici ed i reali vantaggi sono ancora tutti da dimostrare

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