Rolando, Flavia (2013) La tutela dell'ambiente nell'Unione europea attraverso la disciplina degli aiuti di Stato. [Tesi di dottorato]

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Item Type: Tesi di dottorato
Lingua: Italiano
Title: La tutela dell'ambiente nell'Unione europea attraverso la disciplina degli aiuti di Stato
Creators:
CreatorsEmail
Rolando, Flaviaflaviarolando@fastwebnet.it
Date: 2 April 2013
Number of Pages: 207
Institution: Università degli Studi di Napoli Federico II
Department: Giurisprudenza
Scuola di dottorato: Scienze giuridico-economiche
Dottorato: Disciplina del mercato e della concorrenza nell'Unione Europea
Ciclo di dottorato: 25
Coordinatore del Corso di dottorato:
nomeemail
Mastroianni, Robertoroberto.mastroianni@unina.it
Tutor:
nomeemail
Mastroianni, Robertoroberto.mastroianni@unina.it
Date: 2 April 2013
Number of Pages: 207
Uncontrolled Keywords: Tutela dell'ambiente; concorrenza; aiuti di Stato
Settori scientifico-disciplinari del MIUR: Area 12 - Scienze giuridiche > IUS/14 - Diritto dell'unione europea
Aree tematiche (7° programma Quadro): AMBIENTE (INCLUSO CAMBIAMENTO CLIMATICO) > Cambiamenti climatici
AMBIENTE (INCLUSO CAMBIAMENTO CLIMATICO) > Migliorare l'efficienza delle risorse
AMBIENTE (INCLUSO CAMBIAMENTO CLIMATICO) > Proteggere i cittadini dai rischi ambientali
AMBIENTE (INCLUSO CAMBIAMENTO CLIMATICO) > Mobilitare conoscenza ambientale per la politica, l'industria e la società
SCIENZE SOCIOECONOMICHE E UMANISTICHE > Crescita, impiego e competitività in una società della conoscenza
SCIENZE SOCIOECONOMICHE E UMANISTICHE > Combinazione degli obiettivi economici, sociali ed ambientali in una prospettiva europea
SCIENZE SOCIOECONOMICHE E UMANISTICHE > Relazioni politiche ed economiche in Europa
Date Deposited: 04 Apr 2013 07:50
Last Modified: 13 Jun 2016 01:00
URI: http://www.fedoa.unina.it/id/eprint/9391

Abstract

La tutela dell’ambiente costituisce oggi un obiettivo, un’esigenza ed insieme un’opportunità d’innovazione in grado di creare nuovi mercati e di accrescere la competitività. L’ecoinnovazione, in particolare, rappresenta una delle nuove sfide dell’Unione europea e, nel contempo, un’occasione per potenziare la produttività delle risorse, l’efficienza, la competitività e contribuire a salvaguardare l’ambiente. In effetti, al di là di questi auspici e indirizzi politici, siamo in presenza di un rilevante fenomeno di fallimento del mercato connesso alle esigenze di tutela dell’ambiente: le imprese non sono motivate a ridurre il livello di inquinamento prodotto né ad adottare provvedimenti individuali di tutela ambientale dal momento che, nella maggior parte dei casi, ciò comporterebbe un aumento dei costi. Ne deriva che i costi di produzione sostenuti dall’impresa risultano ancora tendenzialmente inferiori a quelli sostenuti dalla società in termini di inquinamento ambientale. Le imprese sono inoltre fortemente disincentivate nell’intraprendere investimenti connessi ad un “mercato verde” a causa di una forte incertezza connessa sia alla domanda del mercato che alla redditività degli investimenti. In presenza di queste condizioni l’Unione europea ha adottato molti e importantissimi atti normativi, soprattutto direttive, per attuare il principio di «chi inquina paga» e attribuire alle imprese i costi ambientali derivanti dal proprio operare secondo criteri uniformi all’interno degli Stati membri, perseguendo la cd. internalizzazione dei costi. Ma ovviamente, data l’estensione dei possibili settori di intervento e la necessaria gradualità con cui questo processo deve avvenire, permangono vari campi in cui vi è un margine di azione da parte degli Stati mediante atti normativi nazionali o delle singole imprese in assenza di obblighi. In queste condizioni, dato il fallimento del mercato, le amministrazioni nazionali possono pianificare misure di incentivazione che accompagnino l’introduzione di nuovi obblighi per le imprese o comunque permettano la realizzazione di investimenti che altrimenti non avrebbero luogo. Ecco che gli aiuti di Stato si presentano come un fondamentale strumento per perseguire obiettivi ambientali più ambiziosi e raggiungere un livello di tutela dell’ambiente più alto, nell’interesse dell’intera società. Il presente lavoro è dunque incentrato sul comprendere se ed in quale misura interventi d’incentivazione costituiscano degli aiuti di Stato ai sensi del primo paragrafo dell’articolo 107 TFUE e se essi rientrino nelle deroghe stabilite nei successivi paragrafi del medesimo articolo. L’obiettivo, come si dirà, è quello di valutare l’idoneità di questo strumento a consentire il perseguimento di livelli maggiori di protezione dell’ambiente e gli effetti dell’utilizzo dello stesso sul funzionamento del mercato unico.

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