Galizia, Filomena (2006) Problemi connessi alla valutazione del rischio sismico per il patrimonio architettonico e storico nei centri antichi. Il caso di Laino Castello. [Tesi di dottorato] (Unpublished)

[img]
Preview
PDF
Tesi_Galizia_Filomena.pdf

Download (14MB) | Preview
Item Type: Tesi di dottorato
Uncontrolled Keywords: Rischio sismico, Vulnerabilità, Laino Castello
Date Deposited: 31 Jul 2008
Last Modified: 30 Apr 2014 19:24
URI: http://www.fedoa.unina.it/id/eprint/968

Abstract

L’osservazione degli effetti dei terremoti in Italia ha più volte evidenziato che il fattore determinante delle conseguenze prodotte in termini di vittime e di danni, più che la severità degli stessi sismi, è l’elevata vulnerabilità di gran parte del patrimonio edilizio e soprattutto quello dei centri storici. I centri storici sono costituiti per la maggior parte da edifici in muratura, ma vi è da dire che il contesto nel quale essi si trovano, sia sotto il profilo storico-architettonico (valore del tessuto urbano, come patrimonio da conservare) che strutturale (interazione tra gli edifici che costituiscono un aggregato durante l'evento sismico), rendono necessario un approccio non solo puntuale sul singolo manufatto ma complessivo. Infatti in tutti i centri storici è presente un interessante “tessuto urbano” che contribuisce in maniera significativa alla caratterizzazione degli insediamenti e disegna la morfologia del paesaggio. Inoltre esso rappresenta, nell’insieme, un “bene monumentale” inteso come sommatoria di episodi costruttivi, di valori storico ambientali, sociali ed economici, che va interamente tutelato. Pertanto la sua conservazione assume una importanza fondamentale non solo per il suo intrinseco valore simbolico e culturale, ma anche per la sua irriproducibilità, per la sua capacità di stimolare senso di identità, per la sua testimonianza storica. In tali ambiti, perciò, detto patrimonio dovrà essere anche salvaguardato da possibili eventi sismici che lo porterebbero o alla distruzione o a modificazioni permanenti. E’ noto che una delle strategie di difesa dai sismi è quella di migliorare la qualità del costruito, riducendo la sua danneggiabilità a livelli accettabili. Per le nuove costruzioni il raggiungimento di tale livello dovrebbe essere implicitamente ottenuto con l’osservanza delle norme antisismiche. Altro discorso invece è quello riguardante gli edifici esistenti costruiti in epoche passate in assenza di normative antisismiche e con caratteristiche tipologiche e strutturali diverse. Questi infatti necessitano di una valutazione della loro attuale predisposizione al danneggiamento dovuto alle conseguenze delle azioni dovute agli eventi sismici, al fine di per poter definire future scelte di interventi da adottare. La ricerca, privilegiando un indirizzo di studio a grande scala, vuole contribuire allo sviluppo di un processo metodologico che abbia per finalità la valutazione della vulnerabilità di edifici in muratura dei centri antichi al fine di conseguire risultati trasferibili ad altre realtà costruttive. In questo contesto lo studio di metodi per la valutazione e riduzione del rischio sismico, riferito sia a singole costruzioni che a loro insiemi, è parte integrante dell'attività conoscitiva sulle problematiche connesse al fenomeno terremoto. Pertanto si fa riferimento alla definizione più generale di rischio sismico, per la cui valutazione concorrono le informazioni relative a tre importanti parametri che sono la pericolosità, la vulnerabilità e l’esposizione. La determinazione di tali parametri viene affrontata nella prima parte della ricerca; la seconda, invece, è incentrata sullo studio fatto sul Borgo Antico di Laino Castello (CS), completamente disabitato dal 1985 per problemi geologici e sismici, dove sono stati applicati le conoscenze acquisite nella prima parte della ricerca. L’obiettivo finale è stato quello di valutare una stima del rischio sismico per tale borgo al fine di permettere l’individuazione di una possibile strategia di conservazione e valorizzazione del Borgo stesso in quanto realtà ricca di valenze culturali ed ambientali. La pericolosità è stata valutata col metodo di Cornell facendo di fatto riferimento alla zonazione sismogenetica ZS.4 ed al catalogo NT4.1. La vulnerabilità del patrimonio edilizio abitativo è stata stimata ripartendo le abitazioni in tre classi sulla base di indicatori, relativi alla tipologia alla qualità muraria e all'epoca di costruzione, ricavati in funzione dei vari sopralluoghi, dei dati censiti con le schede di rilevamento (GNDT), da notizie acquisite dall’ufficio tecnico comunale preposto, nonché dall’ultimo censimento ISTAT del 2001. La correlazione intensità-vulnerabilità-danno è stata computata utilizzando sia il metodo delle matrici di probabilità che quello dell’indice di vulnerabilità. L'esposizione è stata valutata facendo ricorso ai soli dati sugli edifici, al fine di poter stimare l'ordine di grandezza del possibile volume perso di abitazioni (crolli) in un prefissato periodo di tempo. I risultati sono da considerarsi, come già detto, preliminari e forniscono solo una stima degli ordini di grandezza, riferiti appunto, alla valutazione del rischio sismico per il patrimonio architettonico e storico nei centri antichi.

Actions (login required)

View Item View Item