Di Priolo, Sara (2014) Integrazione tra l’analisi geologico-geomorfologica, le tecniche di monitoraggio tradizionale e le tecniche PSInSARTM e SqueeSARTM per lo studio dei fenomeni franosi in Piemonte (Italy): il caso studio di Sampeyre (CN). [Tesi di dottorato]

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Item Type: Tesi di dottorato
Lingua: Italiano
Title: Integrazione tra l’analisi geologico-geomorfologica, le tecniche di monitoraggio tradizionale e le tecniche PSInSARTM e SqueeSARTM per lo studio dei fenomeni franosi in Piemonte (Italy): il caso studio di Sampeyre (CN)
Creators:
CreatorsEmail
Di Priolo, Sarasara.dipriolo@gmail.com
Date: 29 March 2014
Number of Pages: 203
Institution: Università degli Studi di Napoli Federico II
Department: Scienze della Terra, dell'Ambiente e delle Risorse
Scuola di dottorato: Scienze della terra
Dottorato: Scienze della Terra
Ciclo di dottorato: 25
Coordinatore del Corso di dottorato:
nomeemail
Boni, Mariaboni@unina.it
Tutor:
nomeemail
Romano, PaolaUNSPECIFIED
Date: 29 March 2014
Number of Pages: 203
Uncontrolled Keywords: landslide; GPS; Permanent Scatterers; Piemonte; IFFI
Settori scientifico-disciplinari del MIUR: Area 04 - Scienze della terra > GEO/04 - Geografia fisica e geomorfologia
Date Deposited: 07 Apr 2014 15:46
Last Modified: 15 Jan 2019 14:05
URI: http://www.fedoa.unina.it/id/eprint/9751

Abstract

Il presente lavoro è stato svolto in collaborazione con Arpa Piemonte che ha supportato finanziariamente una borsa di studio denominata ”Riconoscimento, caratterizzazione, e descrizione di fenomeni franosi sul territorio regionale”, inserita all’interno del progetto strategico “Gestione in sicurezza dei territori di montagna transfrontalieri – RiskNat”, Programma di Cooperazione Territoriale ALCOTRA 2007-2013, al fine di incrementare il sistema informativo dei fenomeni franosi in Piemonte (SIFraP, ex IFFI). Dopo le prime fasi di ricerca sulla franosità del Piemonte, nell'ambito della presente tesi si è scelto di focalizzare l'attenzione su un fenomeno della banca dati regionale SIFraP, la frana di Sampeyre, uno scorrimento rotazionale evolvente in colamento lento attivatosi nel luglio del 2009. Il fenomeno franoso risultava di particolare interesse per la grande disponibilità di dati e per essere stato osservato dai tecnici dell'ente, e da quelli di Regione Piemonte, sin dalle prime fasi della sua attivazione. L’approccio metodologico ha visto l’integrazione dell'analisi classica geologico-geomorfologica con i dati strumentali di controllo sia tradizionali (GPS, base distanziometrica) che di interferometria satellitare tipo Permanent Scatterers. Le varie fasi di studio hanno permesso di ricostruire l'assetto morfostrutturale del versante in cui si colloca il fenomeno, di stimare l'andamento della superficie di scorrimento e di individuare i cinematismi in atto nelle diverse porzioni della frana. Sono, inoltre, stati identificati alcuni dei probabili fattori predisponenti ed i possibili scenari futuri. E' stato possibile, infine, mettere a confronto le due metodologie di monitoraggio comparando i vantaggi ed i limiti incontrati.

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