Orlando, Paola (2014) Peregrini a Puteoli e Mercatores puteolani nel Mediterraneo (I-III d.C.). [Tesi di dottorato]

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Item Type: Tesi di dottorato
Lingua: Italiano
Title: Peregrini a Puteoli e Mercatores puteolani nel Mediterraneo (I-III d.C.)
Creators:
CreatorsEmail
Orlando, Paolasyliah@libero.it
Date: 31 March 2014
Number of Pages: 297
Institution: Università degli Studi di Napoli Federico II
Department: Studi Umanistici
Scuola di dottorato: Scienze storiche, archeologiche e storico-artistiche
Dottorato: Storia
Ciclo di dottorato: 26
Coordinatore del Corso di dottorato:
nomeemail
Rao, Anna Mariaannamaria.rao@unina.it
Tutor:
nomeemail
Pierobon, RaffaellaUNSPECIFIED
Date: 31 March 2014
Number of Pages: 297
Uncontrolled Keywords: Puteoli, peregrini, mercatores, economia, società, commercio
Settori scientifico-disciplinari del MIUR: Area 10 - Scienze dell'antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche > L-ANT/03 - Storia romana
Date Deposited: 09 Apr 2014 13:19
Last Modified: 26 May 2017 01:00
URI: http://www.fedoa.unina.it/id/eprint/9876

Abstract

ABSTRACT ORLANDO Peregrini a Puteoli e mercatores puteolani nel Mediterraneo (I-III d.C.) L’obiettivo di questa tesi è stato riesaminare il ruolo economico e commerciale del porto di Puteoli tra il I ed il III sec. d.C., attraverso l’uso combinato delle fonti letterarie, della documentazione epigrafica e delle evidenze archeologiche. La prima parte del lavoro analizza la presenza di comunità e mercatores peregrini nel porto di Puteoli: i modelli insediativi, il grado di integrazione nel tessuto sociale, la continuità di vita, gli interessi economici e commerciali. La seconda parte ha avuto il fine di rintracciare l’attività di mercatores puteolani nel Mediterraneo, delineare le rotte e gli interessi economici. Dopo la fondazione della colonia nel 194 a.C., Puteoli diviene uno snodo vitale per l’approvvigionamento dell’Urbe ed intesse un rapporto privilegiato con il porto franco di Delo, conventus di mercatores e merci provenienti da tutto il Mediterraneo orientale. Alla sua distruzione i contatti tra Puteoli ed i più importanti snodi commerciali del Mediterraneo diventano diretti e reciproci. Questi intensi traffici fanno di Puteoli una Delus Minor, non seconda al porto egeo: solo più recente (Lucil., III, 124; Fest., L109). In epoca augustea Puteoli non è solo il centro fisico e materiale del commercio mediterraneo, è anche porto annonario: qui arrivano i convogli della classis Alexandrina dall’Egitto. Il porto di Ostia, inaugurato da Traiano, non è causa del declino di Puteoli: la tesi, invalsa per quasi un secolo, è del tutto superata. I due porti lavorano contemporaneamente ed in maniera complementare; al pari di Ostia, Puteoli rientra nel programma annonario di Roma, come dimostra l’esistenza di un procurator Augusti ab annona ad Puteolos, attestato ancora all’inizio del III sec. d.C.. Questa intensa attività commerciale ha un forte impatto sulla società puteolana. L’imprenditoria mercantile è la base dell’economia flegrea già alla metà del II sec. a.C., quando esponenti di gentes coinvolte in attività commerciali a Delo accedono precocemente all’ordo decurionum. Tra la fine del I sec. a.C. ed il I sec. d.C. l’élite municipale è perlopiù costituita dalle grandi famiglie che hanno costruito la propria fortuna sul commercio mediterraneo (Annii, Calpurnii, Granii, Suetii, Vestorii). Essi sono evergeti e patroni delle comunità di peregrini. Accanto a queste famiglie, si sviluppa a Pozzuoli una ricca ed influente libertina nobilitas, riunita intorno all’ordo Augustalium, istituto che nel porto flegreo ha particolare successo. Questa attività mercantile ed imprenditoriale inizia a scemare nel corso del II sec. d.C., quando sono rare o si perdono del tutto le tracce di mercatores puteolani nel Mediterraneo. Questo non è attribuibile al declino del porto di Puteoli né alla presunta mancanza di intraprendenza dei mercanti italici, ipotizzata più di un secolo fa da Hatzfeld. Piuttosto è la società puteolana che ha subito una trasformazione radicale: da aristocrazia mercantile si è trasformata in aristocrazia fondiaria.

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