De Marco, Marina (2014) Impact of Metabolic Risk Factors on Cardiovascular Phenotype and Blood Pressure Control. New Predictors of Cardiovascular Disease. [Tesi di dottorato]

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Item Type: Tesi di dottorato
Lingua: English
Title: Impact of Metabolic Risk Factors on Cardiovascular Phenotype and Blood Pressure Control. New Predictors of Cardiovascular Disease
Creators:
CreatorsEmail
De Marco, Marinamarinademarco2000@yahoo.it
Date: 2014
Number of Pages: 76
Institution: Università degli Studi di Napoli Federico II
Department: Scienze Mediche Traslazionali
Scuola di dottorato: Medicina clinica e sperimentale
Dottorato: Fisiopatologia clinica e medicina sperimentale
Ciclo di dottorato: 26
Coordinatore del Corso di dottorato:
nomeemail
Marone, Giannigianni.marone@unina.it
Tutor:
nomeemail
de Simone, GiovanniUNSPECIFIED
Date: 2014
Number of Pages: 76
Uncontrolled Keywords: cardiovascular risk factors, blood pressure control, cardiovascular disease
Settori scientifico-disciplinari del MIUR: Area 06 - Scienze mediche > MED/09 - Medicina interna
Date Deposited: 08 Apr 2014 12:50
Last Modified: 23 Jan 2015 11:03
URI: http://www.fedoa.unina.it/id/eprint/9925

Abstract

Background: La prevalenza ed incidenza dei fattori di rischio cardiovascolare (CV), come l’obesità, l’ipertensione arteriosa e il diabete di tipo 2, sono aumentate negli ultimi decenni in maniera drammatica nei paesi occidentali, non solo tra gli adulti, ma anche nei giovani. Nell’ambito dell’ipertensione, la presenza di più fattori di rischio CV è associata ad ipertensione resistente, ma non è chiaro se questa associazione sia influenzata dalla scelta di specifici trattamenti farmacologici. Inoltre non è del tutto noto quale sia l’impatto di specifici fattori di rischio CV, come il diabete, sul fenotipo CV nei giovani. Infine, è possibile che l’identificazione di nuovi markers ecocardiografici di malattia CV, associati a questi fattori di rischio metabolici, possa migliorare la stratificazione del rischio CV, rispetto alle conoscenze attuali. Obiettivi: Lo scopo principale del progetto del dottorato è stato quello di valutare l’impatto dei fattori di rischio metabolici sul controllo pressorio e sul fenotipo CV, identificando nuovi predittori ecocardiografici di malattia CV in diverse popolazioni. Gli obiettivi specifici sono stati: Studio 1 (S1) – Valutare l’impatto dell’associazione di più fattori di rischio metabolici sul controllo pressorio in relazione a specifiche classi di farmaci antiipertensivi. Studio 2 (S2) – Valutare l’impatto dei fattori di rischio metabolici, come il diabete, sul fenotipo CV negli adolescenti e giovani adulti. Studio 3 (S3) – Identificare nuovi markers ecocardiografici di eventi CV, come l’ictus ischemico in pazienti ipertesi con un alto profilo di rischio CV, in trattamento farmacologico. Metodi: Abbiamo analizzato dati di differenti popolazioni per raggiungere gli obiettivi specifici dei tre studi. In particolare, per S1 abbiamo analizzato l’impatto della sindrome metabolica sul rischio di ipertensione non controllata (i.e. pressione arteriosa≥140/90 mmHg in trattamento farmacologico), in relazione a specifiche classi di farmaci antipertensivi alla prima visita e dopo una media di 5 anni di follow-up in 4.612 pazienti ipertesi senza malattie CV prevalenti, riferiti al nostro Centro Ipertensione dal progetto “Campania Salute Network”. Per S2 abbiamo valutato l’impatto del diabete e del pre-diabete sulla struttura e funzione cardiaca in 1.624 adolescenti e giovani adulti Indiani-Americani, senza malattie CV, partecipanti dello “Strong Heart Family Study” (179 con diabete e 299 con pre-diabete). Infine per S3, abbiamo valutato l’impatto prognostico del riscontro di calcificazione dell’annulus mitralico (MAC) sull’incidenza di ictus ischemico durante 5 anni di follow-up in 939 pazienti ipertesi in trattamento farmacologico (458 con MAC) con segni elettrocardiografici di ipertrofia ventricolare sinistra, partecipanti al “Losartan Intervention For Endpoint reduction in hypertension (LIFE) echocardiography sub-study”. Risultati: In S1 abbiamo trovato che nonostante un uso aumentato di farmaci antipertensivi, i pazienti ipertesi con sindrome metabolica avevano un rischio maggiore di ipertensione non controllata, indipendentemente dalla terapia specifica. Tra le classi di farmaci antipertensivi, un maggiore uso di diuretici e degli antagonisti del sistema renina-angiotensina era associato ad un minore rischio di ipertensione non controllata. In S2 abbiamo riscontrato che il diabete era associato a precoci e sfavorevoli alterazioni cardiache pre-cliniche caratterizzate da un aumento della massa ventricolare sinistra, geometria concentrica e segni di disfunzione sistolica e diastolica ventricolare sinistra, indipendentemente da vari fattori confondenti come la pressione arteriosa e il grasso corporeo. Alterazioni CV precoci erano presenti anche nei partecipanti con pre-diabete. In S3 abbiamo riscontrato che il rischio di ictus ischemico era strettamente associato alla presenza di MAC, indipendentemente dai tradizionali fattori di rischio CV, come l’aumento della massa ventricolare sinistra e del diametro atriale sinistro, la prevalenza ed incidenza di fibrillazione atriale e l’albuminuria. Conclusioni: Questi risultati documentano che: 1) nell’ipertensione, l’associazione di più fattori di rischio metabolici interferisce pesantemente sull’efficacia della terapia, 2) in aggiunta all’obesità ed all’ipertensione, il diabete e anche il pre-diabete hanno un importante impatto sulla struttura e funzione cardiaca, anche nei giovani, 3) MAC identifica un aumento di rischio di ictus ischemico, indipendentemente dai tradizionali fattori di rischio, in pazienti ipertesi con ipertrofia ventricolare sinistra.

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