Malafronte, Emanuela (2024) Diritto e famiglia nell'età di Costantino. [Tesi di dottorato]

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Tipologia del documento: Tesi di dottorato
Lingua: Italiano
Titolo: Diritto e famiglia nell'età di Costantino
Autori:
Autore
Email
Malafronte, Emanuela
emanuela.malafronte@unina.it
Data: 9 Marzo 2024
Numero di pagine: 239
Istituzione: Università degli Studi di Napoli Federico II
Dipartimento: Giurisprudenza
Dottorato: Diritti umani. Teoria, storia e prassi
Ciclo di dottorato: 36
Coordinatore del Corso di dottorato:
nome
email
Cavaliere, Antonio
a.cavaliere@unina.it
Tutor:
nome
email
Centola, Donato Antonio
[non definito]
Data: 9 Marzo 2024
Numero di pagine: 239
Parole chiave: Famiglia, Costantino, Cristianesimo, Diritti orientali
Settori scientifico-disciplinari del MIUR: Area 12 - Scienze giuridiche > IUS/18 - Diritto romano e diritti dell'antichità
Depositato il: 15 Mar 2024 15:51
Ultima modifica: 12 Ago 2026 05:33
URI: https://www.fedoa.unina.it/id/eprint/15512

Abstract

La presente ricerca si propone di analizzare l’evoluzione dei rapporti familiari in un’epoca storica di grandi trasformazioni, qual è il IV secolo d.C, avendo come osservatorio privilegiato, in particolare, il tempo della svolta costantiniana. La complessità insita nel settore di indagine non è certamente sconosciuta a quanti intendano intraprendere un siffatto percorso scientifico. Emblematicamente, appena pochi anni fa, lo studio della famiglia tardoantica è stato definito quale attività di ricerca destinata a “far tremare le vene ai polsi” . Molto di recente, inoltre, un convegno che si è occupato proprio di questa materia e del quale si attende la pubblicazione degli Atti ha ulteriormente ribadito, nelle sue varie relazioni, la complessità del tema . Difatti, malgrado la gran mole di ricerche già dedicate all’argomento, la difficoltà interpretativa delle vicende giuridiche e la correlata poliedricità del quadro sociale al cui interno queste si inscrivono sollevano interrogativi di non trascurabile rilevanza, alcuni dei quali sono ben lungi dal poter essere ritenuti risolti. Si avverte, infatti, con molta chiarezza la peculiarità delle trasformazioni istituzionali, culturali e ideologiche del IV secolo, le quali, provocando un’inevitabile metamorfosi del tessuto sociale, accentuano in misura esponenziale la problematicità di per sé intrinseca all’intellegibilità del dato giuridico. Una soddisfacente comprensione dei mutamenti che interessano la famiglia tardoantica, specie in un’epoca di raccordo tra una vecchia e una nuova storia, non può, infatti, prescindere da un’analisi ad ampio spettro che tenti di individuare i fattori artefici delle novità legislative, attraverso un’operazione esegetica finalizzata al vaglio di fonti diverse nei loro presupposti essenziali. Com’è noto, l’articolata cornice sociale del segmento temporale opzionato pone, anzitutto, un generale problema di relazione tra diritto e religione cristiana a cui consegue un’interazione, non sempre agevole, tra le rispettive istituzioni di riferimento. In aggiunta, occorre considerare il rapporto che viene a profilarsi tra il diritto romano ed i diritti locali, soprattutto greci, quale conseguenza di lunga durata dell’editto del 212 a mezzo del quale la cittadinanza romana era concessa alla quasi totalità dei sudditi dell’impero. L’interazione delle tradizioni provinciali con gli istituti di matrice romanistica, pur nella loro estraneità strutturale, avrebbe potuto talvolta generare una koinè, incidendo sull’evoluzione che contrassegna la regolamentazione dei rapporti familiari. Quale, dunque, il ruolo svolto dal cristianesimo nel mutamento della famiglia a cominciare dal IV secolo? In che termini, su un piano opposto, può aver inciso l’influenza dell’innovativo contesto socioculturale sul deteriorarsi di valori fino a poco tempo prima ritenuti intangibili? È possibile rintracciare, in relazione alla storia giuridica dell’istituto, prodromi che, in età precedenti, hanno in qualche misura preparato la successiva legislazione tardoantica? Questi gli interrogativi che hanno accompagnato, nel corso di questi anni, il mio percorso scientifico, nella consapevolezza dell’impossibilità di adottare un approccio radicale e schematico in relazione a tematiche contrassegnate, per converso, da molteplici sfumature di diversità. Per questi motivi, conscia della vastità della materia, la mia attività di ricerca si è incentrata sull’analisi precipua di alcuni saggi campione, con particolare riferimento alla legislazione costantiniana, ampliando la prospettiva d’indagine del dato giuridico al raffronto con le testimonianze religiose, rinvenibili principalmente nelle fonti patristiche e nei canoni conciliari, procedendo in seguito alla comparazione dei risultati ottenuti con le costumanze provinciali, delle quali rendono testimonianza le documentazioni papiracee ed epigrafiche. Lo studio delle riforme introdotte ha, inoltre, sollecitato una divisione tripartita della mia indagine, direttamente riconducibile ai tre grandi protagonisti della vita familiare interessati dalle novità legislative: il pater, la mater, il filius. È appena il caso di dire che le considerazioni conclusive a cui sono giunta non hanno alcuna ambizione di essere esaustive né, tanto meno, di avere carattere di definitività. Esse intendono offrire solo un’ulteriore chiave di lettura del materiale esaminato che possa, in qualche modo, offrire altri spunti alla ricerca intorno a questo tema.

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