Bosone, Marilena (2024) Soglie di interferenza tra terra e acqua. Il progetto delle città dalle fragilità mutevoli. [Tesi di dottorato]
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| Tipologia del documento: | Tesi di dottorato |
|---|---|
| Lingua: | Italiano |
| Titolo: | Soglie di interferenza tra terra e acqua. Il progetto delle città dalle fragilità mutevoli |
| Autori: | Autore Email Bosone, Marilena marilena.bosone@unina.it |
| Data: | 11 Dicembre 2024 |
| Numero di pagine: | 277 |
| Istituzione: | Università degli Studi di Napoli Federico II |
| Dipartimento: | Architettura |
| Dottorato: | Architettura |
| Ciclo di dottorato: | 37 |
| Coordinatore del Corso di dottorato: | nome email Mangone, Fabio fabio.mangone@unina.it |
| Tutor: | nome email Miano, Pasquale [non definito] |
| Data: | 11 Dicembre 2024 |
| Numero di pagine: | 277 |
| Parole chiave: | fragilità, città tra terra e acqua, stratificazioni mutevoli, architetture di interferenza |
| Settori scientifico-disciplinari del MIUR: | Area 08 - Ingegneria civile e Architettura > ICAR/14 - Composizione architettonica e urbana |
| Informazioni aggiuntive: | Appartengo al CICLO 37 |
| Depositato il: | 20 Gen 2026 16:39 |
| Ultima modifica: | 12 Ago 2026 05:38 |
| URI: | https://www.fedoa.unina.it/id/eprint/16460 |
Abstract
La ricerca indaga sul tema del progetto urbano e architettonico in contesti fragili, con particolare attenzione alle città stratificate contese tra terra e acqua. La natura mutevole di questi due elementi provoca una condizione di fragilità dello spazio urbano coinvolto, ponendo una questione non più di natura tecnica, come risposta al solo tempo straordinario di eventi catastrofici, ma di natura compositiva, che interviene anche nel tempo ordinario dello spazio urbano, riconoscendo e rivalutando le fragilità congenite e indotte di alcune città come possibili inneschi di nuove progettualità. La linea di confine tra terra e acqua è reinterpretata come soglia di interferenza, ovvero uno spazio tra, molteplice, nel cui spessore fisico e simbolico e attraverso tempi di variazione diversi si manifestano in modo ancora più evidente le stratificazioni mutevoli sia del tessuto storicizzato che della città contemporanea, incorporando le mutazioni come parte integrante del patrimonio architettonico persistente delle città. L'obiettivo della ricerca è delineare una chiave interpretativa e progettuale delle fragilità mutevoli delle città tra terra e acqua, attraverso tre azioni principali: riconoscere le fragilità che intervengono nello spazio urbano, dove il progetto, come strumento di intermediazione, rivela una capacità di adattamento storico delle città; interpretare le soglie di interferenza tra terra e acqua come potenziale spazio di progetto e strumento di connessione tra antico e nuovo, città e natura; sperimentare le architetture di interferenza come strumento di impatto tra terra, acqua e città, contribuendo a chiarire il ruolo dell’architettura nell’attuale processo di accentuazione delle fragilità urbane. Si definiscono, infine, alcune variabili compositive del progetto di architettura in contesti fragili, ricorrendo ad un caso studio emblematico, i Campi Flegrei, in particolare, l’area che si estende da Baia a Puteoli, nel territorio occidentale di Napoli. Scelto l’intervallo geografico variabile tra il colmo di terra dei crateri e il fondo d’acqua della città antica sommersa, si individuano prima gli spazi di interferenza in alcuni elementi geo-archeologici del tessuto flegreo e, poi, le soglie multiple come combinazione di questi spazi, nelle quali sono possibili nuove strategie di convivenza urbana, che connettono la quota sicura ad una quota intermedia, tra terra e acqua, soggetta sin da tempi antichi alle modificazioni del suolo e del livello del mare. La ricerca consente di delineare uno scenario aperto sulle molteplici possibilità di progetto, rispetto all’applicazione contestuale del metodo sperimentato. A partire dai presupposti indagati, il progetto architettonico relativo alle città dalle fragilità mutevoli può orientarsi in varie direzioni, ponendo gli elementi fragili da valorizzare e le loro mutazioni non più come minaccia ma come opportunità di intervento e di disvelamento dei caratteri nascosti dei luoghi.
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