Autiero, Marcella L’Inclusione onlife. Una ricerca intervento per promuovere l’inclusione sociale dei migranti in una prospettiva intersezionale ed ecologica. [Tesi di dottorato]

[thumbnail of TESI_DI_DOTTORATO_MARCELLA_AUTIERO.pdf] Documento PDF
TESI_DI_DOTTORATO_MARCELLA_AUTIERO.pdf
Visibile a [TBR] Amministratori dell'archivio

Download (2MB) | Richiedi una copia
Tipologia del documento: Tesi di dottorato
Lingua: Italiano
Titolo: L’Inclusione onlife. Una ricerca intervento per promuovere l’inclusione sociale dei migranti in una prospettiva intersezionale ed ecologica
Autori:
Autore
Email
Autiero, Marcella
marcella.autiero@unina.it
Numero di pagine: 280
Istituzione: Università degli Studi di Napoli Federico II
Dipartimento: Studi Umanistici
Dottorato: Mind, gender and languages
Ciclo di dottorato: 37
Coordinatore del Corso di dottorato:
nome
email
Bacchini, Dario
dario.bacchini@unina.it
Tutor:
nome
email
Procentese, Fortuna
[non definito]
Numero di pagine: 280
Parole chiave: Inclusione sociale; migrazione; modello ecologico; prospettiva di genere intersezionale; ricerca-azione partecipata
Settori scientifico-disciplinari del MIUR: Area 11 - Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche > M-PSI/05 - Psicologia sociale
Informazioni aggiuntive: Appartengo al 37° ciclo
Depositato il: 01 Mag 2025 06:50
Ultima modifica: 12 Ago 2026 05:38
URI: https://www.fedoa.unina.it/id/eprint/16755

Abstract

Il presente lavoro di ricerca ha avuto lo scopo di esplorare i processi di inclusione sociale dei migranti in una prospettiva di genere intersezionale (Bello, 2020) ed ecologica (Bronfenbrenner, 1979; Arcidiacono & Prilleltensky, 2010). Le persone che migrano da altre nazioni verso l’Italia che hanno preso parte al percorso di ricerca hanno storie e motivazioni diverse, per cui lo stesso termine migrante è utilizzato in un’ampia accezione facendo riferimento a chi migra ma anche a chi si è stabilito nel territorio o alle persone migranti di seconda generazione nati e/o cresciuti sul territorio e che possiedono un background migratorio. In relazione ai processi complessi che caratterizzano il percorso di appartenenza delle persone migranti, è stato centrale in tale lavoro l’approfondimento dei processi di inclusione sociale che, nella prospettiva adottata, si riferiscono a relazioni di natura situata e locale (Ramachandra & Di Matteo, 2023) ma anche generale e globale (IOM, 2018), in un intreccio vicendevole, dinamico e complesso. Nella nostra epoca, caratterizzata da mondi ibridi tra il reale e il virtuale e in cui la vita è definibile onlife (Floridi, 2015), gli strumenti digitali possono avere un grande impatto sui processi di acculturazione (Navas, 2005) e di inclusione sociale, in quanto strumenti chiave sull’accesso a reti di sostegno formali e informali (Maya-Jariego et al. 2009; Paletta et al., 2012; Alam & Imran, 2015; Felton, 2015; Wei & Gao 2017; Dekker et al., 2018; Merisalo & Jauhiainen, 2020; Cecconi et al. 2022). Pertanto, uno dei focus principali è rappresentato dal rapporto tra l’utilizzo di strumenti digitali e i processi di inclusione sociale, al fine di delineare linee di intervento, che prevedano anche l’ausilio delle nuove tecnologie, per facilitare l’inclusione sociale di donne migranti. L’outcome di tale progetto di ricerca, difatti, è stata la costruzione partecipata dell’applicazione “ComeTe”, ottenuta sulla base dei risultati. Nello specifico della struttura di tale tesi, nel primo capitolo sono riportati alcuni dati significativi ai fini di un inquadramento generale dei fenomeni migratori, dando particolar rilievo alla femminilizzazione della migrazione, definita una delle caratteristiche della migrazione del XX sec. (Castles & Miller, 1993). Secondo l’International Organization for Migration (IOM), i migranti rappresentano una delle popolazioni più a rischio di esclusione sociale (IOM, 2018), al punto che la loro inclusione rappresenta una delle sfide più importanti per la contemporaneità, oltre che obiettivo in agenda (2030) da raggiungere per gli stati membri dell’Unione Europea (UE). Nello specifico dell’ambito migratorio, gli studi sui processi di inclusione sociale possono dividersi in quelli che risaltano maggiormente gli aspetti contestuali (Mazzoni et al., 2020; Ramachandra & Di Matteo, 2023) e quelli che invece fanno riferimento anche a variabili e predisposizioni individuali dei migranti, nonché al complesso intreccio di simbolizzazioni affettive e cognitive tra i migranti gli autoctoni (Raco, 2018; Scuzzarello & Moroşanu, 2023), come ad esempio le note le teorie sui processi di acculturazione (Navas et al., 2005). Circa gli strumenti digitali, essi possono rilevarsi una vera risorsa per favorire i processi di inclusione sociale dei migranti (Maya-Jariego et al. 2009; Paletta et al., 2012; Alam & Imran, 2015; Felton, 2015; Wei & Gao 2017; Dekker et al., 2018; Merisalo & Jauhiainen, 2020; Cecconi et al., 2022) e in particolare delle donne, che soffrono maggiormente l’esclusione digitale (Bengs et al., 2018; Cuban, 2018; Arroyo, 2020). In generale, c’è da dire infatti che l’appartenenza al genere femminile rappresenta un ulteriore fattore di rischio in tutte le fasi del processo migratorio, compreso l’impatto sull’inclusione sociale (WHO, 2023). Tuttavia, il genere non è l’unica variabile che incide sui processi di inclusione, insieme ad essa è necessario contemplare l’etnia, la razza, la provenienza culturale, lo status sociale, la classe di appartenenza, il livello di istruzione, il motivo è lo status (ad esempio se di prima o seconda generazione) della migrazione e tante altre variabili rilevanti dal punto di vista socio identitario (Bazzano, 2016). Il secondo capitolo è proseguito con un approfondimento delle dimensioni degli indicatori e predittori dei processi di inclusione mediante una scoping review. La letteratura evidenzia che quest’ultima si costituisce come un processo multidimensionale (Giarè et al., 2020; Moyano et al., 2022; Yang et al., 2019) e bidirezionale (Pienimäki, 2021; Sampedro & Camarero, 2018), composto da elementi soggettivi e oggettivi. Inoltre, è definita come polo di un continuum al cui vertice opposto si trova l’esclusione sociale (Moyano et al., 2022). Tale caratteristica lega indubbiamente i processi di inclusione sociale con le caratteristiche di svantaggio psicosociale (Butkevičienė et al., 2021). L’Organizzazione delle Nazioni Unite (UNO, 2016), così come la commissione europea (UE, Eurostat, 2019) definiscono l’inclusione sociale come l’opportunità delle persone di accedere alle risorse disponibili sul territorio, ma si connette altresì a una vasta gamma di dimensioni psicosociali. Pertanto, essa si riferisce in senso più ampio al capitale sociale, senso di appartenenza e partecipazione alla vita e agli spazi della comunità; alle opportunità di lavoro, accesso ai servizi pubblici e privati e relazione positiva con i referenti istituzionali; alla valutazione positiva dell’ambiente circostante, delle condizioni abitative e della sicurezza; alla cittadinanza e pari diritti e obblighi civili e politici, intesi sia formalmente che informalmente; infine, all’impegno e partecipazione effettiva nella comunità per migliorare la qualità della vita (Chen & Wang, 2015; Giarè et al., 2020; Juvonen et al., 2019; Littman, 2022; Moyano et al., 2022; Pienimäki, 2020; Pirani, 2013; Sampedro & Camarero, 2018). Nel terzo capitolo sono approfondite le cornici epistemologiche, teoriche e metodologiche entro cui si inserisce tutto il lavoro di ricerca, ovvero la prospettiva intersezionale, il modello ecologico e la ricerca azione partecipata (PAR). La prospettiva intersezionale, proveniente dagli studi di genere post-coloniali (Kempadoo, 2017; Bazzano, 2016; Augustin, 2005; Berman, 2003; Jahic & Finckenauer, 2005; Doezema, 1995, 2004), permette l’analisi dei processi migratori attraverso la contemplazione di più variabili identitarie contemporaneamente, come l’etnia, la razza, la provenienza culturale, lo status sociale, la classe di appartenenza, il livello di istruzione, il motivo della migrazione e altro (Bello, 2020). Tale intersezione facilita la lettura dei processi di inclusione sociale perché adotta una visione critica e attenta alle dinamiche coloniali e di potere dominanti. Consente altresì, soprattutto per le donne migranti, di capire quali sono quelle più a rischio di processi di esclusione sociale. Il modello ecologico, proveniente dagli studi di Bronfenbrenner (1979) e ripreso dalla psicologia di comunità - che ne ha fatto uno dei suoi modelli elettivi di comprensione e intervento sulla realtà (Arcidiacono & Prilleltensky, 2010; Procentese & Perkins, 2010) - consente la lettura dei processi migratori secondo più livelli di analisi: individuale, relazionale, comunitario e organizzativo. La PAR si costituisce come una ricerca finalizzata a un intervento in cui teoria e prassi dialogano, si formano e informano continuamente e vicendevolmente e in cui i partecipanti contribuiscono attivamente alla loro co-costruzione (Arcidiacono, 2008). Un ruolo chiave assume il posizionamento del ricercatore che deve riflettere continuamente sulle proprie premesse ingenue, personali e teoriche e sull’impatto che queste hanno sul sistema che si sta analizzando e nel quale si vuole produrre cambiamento (Arcidiacono, 2009). Alla fine del terzo capitolo sono altresì descritte nel dettaglio tutte le fasi del disegno di ricerca. Nel quarto capitolo (primo studio) è presentato uno studio qualitativo condotto con operatori e professionisti esperti nel sistema accoglienza e inclusione dei migranti, al fine di capire, attraverso una prospettiva di genere intersezionale ed ecologica, quali sono i possibili interventi di inclusione sociale che risultano efficaci nel soddisfacimento dei bisogni delle donne migranti. Sono descritti nel dettaglio introduzione, metodi, risultati, discussione e considerazioni sul processo di ricerca. Alla luce dei risultati emersi dal primo studio, il quarto capitolo (secondo studio) descrive nel dettaglio l’esperienza avvenuta presso la Cooperativa sociale Dedalus, durante la quale è iniziata la PAR con donne migranti. La Cooperativa Dedalus si occupa di interventi di inclusione sociale dei migranti, con particolare riguardo alle donne e ai minori. Durante il periodo di attività di ricerca svolta in cooperativa è stato possibile conoscere la cultura organizzativa, creare una relazione di fiducia con le donne migranti e fare una lettura delle dimensioni che impattano sul loro processo di inclusione attraverso il modello ecologico applicato alla migrazione, analizzandone il livello organizzativo, comunitario, relazionale e individuale (Arcidiacono & Procentese, 2010). Le considerazioni sono state fatte sulla base della raccolta di note di campo e report osservativi, in cui la chiave interpretativa del ricercatore riveste un ruolo cruciale nel processo di ricerca. Le note di campo e i report osservativi hanno pertanto riguardato il rapporto tra il ricercatore e la cultura organizzativa, e il rapporto instaurato con le partecipanti alla ricerca. Sono descritti nel dettaglio introduzione, metodi, risultati, discussione e considerazioni sul processo di ricerca. Sulla base dei risultati emersi dai precedenti capitoli (capitoli 4 e 5), il sesto capitolo presenta una ricerca qualitativa condotta con donne migranti che presentavano caratteristiche individuali, relazionali e comunitarie molto diverse dal target di donne della ricerca precedente (capitolo 5). Tale ricercata differenza è nata dal desiderio di approfondire i processi di inclusione sociale seguendo il corrimano della prospettiva intersezionale. Nello specifico si è voluto esplorare come sono definiti e descritti i processi di inclusione sociale, anche attraverso il contributo di strumenti digitali, da parte di donne che presentano numerose risorse sul piano personale, relazionale e comunitario, per comprendere quali sono gli elementi di differenza e di somiglianza dentro il grande ombrello della dimensione di genere. Sono descritti nel dettaglio introduzione, metodi, risultati, discussione e considerazioni sul processo di ricerca. Sulla base dell’analisi della letteratura scientifica (capitoli 1 e 2) e sui risultati ottenuti dagli studi precedentemente descritti (capitoli 4, 5 e 6), il settimo capitolo presenta nel dettaglio una ricerca quantitativa condotta al fine di creare un modello di analisi dei possibili correlati dell’inclusione sociale in ambito migratorio. Sono descritti nel dettaglio introduzione, metodi, risultati, discussione e considerazioni sul processo di ricerca. Infine, nell’ottavo capitolo, è descritto il processo di costruzione dell’applicazione “ComeTe”, che rappresenta un outcome finale dell’intero processo di ricerca.

Downloads

Downloads per month over past year

Actions (login required)

Modifica documento Modifica documento