Morgera, Simona (2025) Sviluppo di un sistema innovativo di biorisanamento del rame mediato da hairy roots di Myosotis sylvatica in acque contaminate utilizzando Oryzias latipes come bioindicatore. [Tesi di dottorato]

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Tipologia del documento: Tesi di dottorato
Lingua: Italiano
Titolo: Sviluppo di un sistema innovativo di biorisanamento del rame mediato da hairy roots di Myosotis sylvatica in acque contaminate utilizzando Oryzias latipes come bioindicatore
Autori:
Autore
Email
Morgera, Simona
simona.morgera@unina.it
Data: 1 Luglio 2025
Numero di pagine: 96
Istituzione: Università degli Studi di Napoli Federico II
Dipartimento: Biologia
Dottorato: Biologia
Ciclo di dottorato: 37
Coordinatore del Corso di dottorato:
nome
email
Esposito, Sergio
sergio.esposito@unina.it
Tutor:
nome
email
Conte, Ivan
[non definito]
Data: 1 Luglio 2025
Numero di pagine: 96
Parole chiave: metalli pesanti, biorisanamento, bioindicatore
Settori scientifico-disciplinari del MIUR: Area 05 - Scienze biologiche > BIO/11 - Biologia molecolare
Informazioni aggiuntive: Appartenente al 37 ciclo di dottorato in biologia
Depositato il: 01 Lug 2025 11:00
Ultima modifica: 09 Ago 2026 06:09
URI: https://www.fedoa.unina.it/id/eprint/16799

Abstract

Con la rivoluzione industriale si è assistito ad un aumento della richiesta di metalli senza precedenti, che ha comportato il rilascio esponenziale nell'ambiente di grandi quantità di elementi potenzialmente tossici. I contaminanti presenti nei suoli o nei corsi d'acqua possono entrare nella catena trofica tramite attraverso l’assorbimento da parte di microrganismo o piante. Ciò può portare al fenomeno della bio-magnificazione, definita come l'incremento della concentrazione di una sostanza negli organismi viventi lungo la catena alimentare. Questo processo può determinare livelli elevati di contaminanti negli organismi posti ai vertici della catena trofica, con potenziali effetti nocivi sulla salute umana. Tra i metalli pesanti, il rame ha ricevuto grande attenzione per la sua natura bifasica: è essenziale in quantità ottimali ma è tossico a concentrazioni elevate. Negli ultimi anni la crescente consapevolezza ambientale ha spinto verso lo sviluppo di nuovi sistemi di bonifica, ponendo l’accento su soluzioni eco-compatibili e sostenibili, che sfruttino risorse rinnovabili. In questo scenario la fitodepurazione si propone come una metodologia efficace ed economica per la decontaminazione di suoli e falde acquifere. L’obiettivo di questo lavoro è stato quello di esplorare su microscala un approccio innovativo di biorisanamento del rame, mirato alla tutela della fauna, mediante l’impiego di nuove specie di hairy roots. Dal momento che i pesci rappresentano ottimi bioindicatori per la valutazione dell'inquinamento da metalli pesanti, in questo studio, è stato utilizzato l’organismo modello Medaka (Oryzias latipes). Questo ha permesso di esaminare sia gli effetti fisiologici dell’accumulo di rame nei vertebrati sia i benefici ottenibili attraverso l’applicazione della fitodepurazione.

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