Crisci, Mariamafalda (2025) Pitture orizzontali: i soffitti dipinti di Villa San Marco a Stabiae. [Tesi di dottorato]

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Tipologia del documento: Tesi di dottorato
Lingua: Italiano
Titolo: Pitture orizzontali: i soffitti dipinti di Villa San Marco a Stabiae
Autori:
Autore
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Crisci, Mariamafalda
mariamafalda.crisci@unina.it
Data: 10 Dicembre 2025
Numero di pagine: 773
Istituzione: Università degli Studi di Napoli Federico II
Dipartimento: Scuola Superiore Meridionale
Dottorato: Archeologia e culture del mediterraneo antico. Ricerca storica, conservazione, fruizione del patrimonio
Ciclo di dottorato: 37
Coordinatore del Corso di dottorato:
nome
email
Rescigno, Carlo
carlo.rescigno@unicampania.it
Tutor:
nome
email
Capaldi, Carmela
[non definito]
Data: 10 Dicembre 2025
Numero di pagine: 773
Parole chiave: Stabiae; Pittura romana; Soffitti dipinti; Tecniche pittoriche; Sistemi decorativi; Programmi iconografici.
Settori scientifico-disciplinari del MIUR: Area 10 - Scienze dell'antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche > L-ANT/07 - Archeologia classica
Informazioni aggiuntive: 37 ciclo
Depositato il: 05 Gen 2026 13:53
Ultima modifica: 12 Ago 2026 05:38
URI: https://www.fedoa.unina.it/id/eprint/16848

Abstract

La ricerca esamina le decorazioni pittoriche dei soffitti di Villa San Marco a Castellammare di Stabia, una residenza romana situata sul pianoro di Varano, affacciata sul mare e in stretto rapporto con l’impianto urbano dell’antica Stabiae. Esplorato in epoca borbonica tra il 1749 e il 1754, il complesso è stato riportato in luce tra il 1950 e il 1968 grazie agli scavi di Libero D’Orsi. Le indagini più recenti (2006; 2020-2021; 2023) hanno permesso di integrare la pianta del portico superiore rivelando un ulteriore settore annesso e numerose porzioni di soffitti decorati inediti. La ricerca, dunque, mira ad arricchire il repertorio dei soffitti noti, con la ricomposizione e la restituzione grafica degli schemi a cui appartengono i frammenti recuperati negli anni Cinquanta e nelle ultime campagne di scavo. Il materiale, eterogeneo e spesso privo di contesto, è stato affrontato mediante un approccio integrato che comprende la classificazione dei frammenti, rilievi e ricomposizioni grafiche, consultazione delle fonti archivistiche e analisi diagnostiche non invasive. L’applicazione combinata di questi strumenti ha consentito di individuare moduli ricorrenti, varianti di cantiere e corrispondenze tra i lacerti in deposito e pitture documentate in situ. La ricontestualizzazione dei frammenti negli ambienti della villa permette di chiarire il ruolo delle superfici orizzontali all’interno dei programmi decorativi e il loro rapporto con la funzione degli spazi.

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