De Candia, Rosanna (2025) Materiali per gli dèi. Il deposito votivo in località Privati a Stabiae. [Tesi di dottorato]

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Tipologia del documento: Tesi di dottorato
Lingua: Italiano
Titolo: Materiali per gli dèi. Il deposito votivo in località Privati a Stabiae
Autori:
Autore
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De Candia, Rosanna
Ro.decandia92@gmail.com
Data: 10 Dicembre 2025
Numero di pagine: 503
Istituzione: Università degli Studi di Napoli Federico II
Dipartimento: Scuola Superiore Meridionale
Dottorato: Archeologia e culture del mediterraneo antico. Ricerca storica, conservazione, fruizione del patrimonio
Ciclo di dottorato: 37
Coordinatore del Corso di dottorato:
nome
email
Rescigno, Carlo
carlo.rescigno@unicampania.it
Tutor:
nome
email
Osanna, Massimo
[non definito]
Data: 10 Dicembre 2025
Numero di pagine: 503
Parole chiave: Archeologia del Sacro; Deposito votivo; Santuario; Stabia preromana
Settori scientifico-disciplinari del MIUR: Area 10 - Scienze dell'antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche > L-ANT/07 - Archeologia classica
Depositato il: 05 Gen 2026 13:55
Ultima modifica: 12 Ago 2026 05:38
URI: https://www.fedoa.unina.it/id/eprint/16865

Abstract

Il progetto di ricerca ha come oggetto la rilettura di un’area sacra dell’antica Stabiae, odierna Castellammare (NA), portata in luce nel 1984 in località Privati. Si tratta di un luogo anticamente situato in una posizione strategica, dal momento che garantiva un collegamento diretto tra la Valle del Sarno, la penisola sorrentina e la costiera amalfitana. In mancanza di resti monumentali, l’unico indicatore certo dell’esistenza di uno spazio sacro in questo luogo è fornito da un deposito votivo, il cui studio del contenuto è stato iniziato ma mai portato a termine. Per tale motivo, gli obiettivi di questo lavoro prevedono la ricostruzione – per quanto possibile – delle azioni rituali che hanno portato alla formazione del deposito stesso, interrogando soprattutto i manufatti che lo compongono e che possono aiutarci nella comprensione della natura del luogo, del carattere dei suoi fedeli, delle caratteristiche del culto, del rapporto del santuario con il territorio circostante e nella definizione di una più precisa cronologia di frequentazione (grossomodo estesa tra la fine del V e l’inizio del I secolo a.C.). Lo studio quindi mira, attraverso un approccio interdisciplinare che si avvale anche dell’ausilio di nuove tecnologie applicate all’archeologia, come le analisi archeometriche, a fare luce su una parte fondamentale della storia della comunità di Stabia

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