Salvatore, Suarato (2025) Memorie archeologiche stabiesi. Dai progetti urbani ottocenteschi agli attuali scenari di conservazione e valorizzazione dei ruderi dell'antica Stabiae. [Tesi di dottorato]

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Tipologia del documento: Tesi di dottorato
Lingua: Italiano
Titolo: Memorie archeologiche stabiesi. Dai progetti urbani ottocenteschi agli attuali scenari di conservazione e valorizzazione dei ruderi dell'antica Stabiae
Autori:
Autore
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Salvatore, Suarato
salvatore.suarato@unina.it
Data: 8 Marzo 2025
Numero di pagine: 442
Istituzione: Università degli Studi di Napoli Federico II
Dottorato: Archeologia e culture del mediterraneo antico. Ricerca storica, conservazione, fruizione del patrimonio
Ciclo di dottorato: 36
Coordinatore del Corso di dottorato:
nome
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Rescigno, Carlo
carlo.rescigno@unicampania.it
Tutor:
nome
email
Pane, Andrea
[non definito]
Data: 8 Marzo 2025
Numero di pagine: 442
Parole chiave: Castellammare di Stabia; Stabiae; restauro; archeologia; città contemporanea; urbanistica; storia urbana
Settori scientifico-disciplinari del MIUR: Area 08 - Ingegneria civile e Architettura > ICAR/19 - Restauro
Depositato il: 18 Ott 2025 15:03
Ultima modifica: 12 Ago 2026 05:38
URI: https://www.fedoa.unina.it/id/eprint/16941

Abstract

La ricerca analizza il rapporto tra archeologia e città contemporanea attraverso il caso di Castellammare di Stabia, con una particolare attenzione alle trasformazioni urbane e sulla gestione del patrimonio archeologico stabiano dall’Ottocento a oggi. L’indagine ricostruisce il complesso dialogo tra sviluppo urbano, interessi economici e politiche di tutela, evidenziando quanto il ruolo dell’antica Stabiae sia stato marginale nei processi di pianificazione della città moderna. Attraverso un approccio multidisciplinare che integra archeologia, urbanistica e restauro, lo studio mette in luce l’assenza di una strategia sistematica di valorizzazione del sito, nonostante le sue potenzialità. L’analisi dei piani regolatori, dei vincoli archeologici e paesaggistici e delle occasioni mancate di tutela dimostra che la città abbia privilegiato nel tempo solo lo sviluppo industriale e termale, trascurando il proprio patrimonio archeologico. L’ultima parte della ricerca propone una riflessione critica sulle sfide contemporanee per la valorizzazione dei ruderi e delle "memorie archeologiche stabiesi", molte delle quali documentate solo attraverso studi e documenti d'archivio. Si suggeriscono, pertanto, strategie integrate per la gestione sostenibile del patrimonio archeologico di Stabiae nel tessuto urbano contemporaneo di Castellammare, saturato dalla speculazione edilizia del secondo dopoguerra. Il caso stabiese diventa così paradigma di una più ampia questione metodologica sul ruolo delle preesistenze archeologiche nelle città densamente urbanizzate e sulla necessità di un nuovo modello di integrazione tra antico e contemporaneo.

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