Pantano, Valentina Maria (2025) Una comunità religiosa di cristiani e musulmani: Il caso del Movimento dei Focolari in Algeria (1966-2023). [Tesi di dottorato]

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Tipologia del documento: Tesi di dottorato
Lingua: Italiano
Titolo: Una comunità religiosa di cristiani e musulmani: Il caso del Movimento dei Focolari in Algeria (1966-2023)
Autori:
Autore
Email
Pantano, Valentina Maria
valentinamaria.pantano@unina.it; valepanti@yahoo.it
Data: 10 Marzo 2025
Numero di pagine: 550
Istituzione: Università degli Studi di Napoli Federico II
Dottorato: Scienze storiche, archeologiche e storico-artistiche
Ciclo di dottorato: 36
Coordinatore del Corso di dottorato:
nome
email
Delle Donne, Roberto
roberto.delledonne@unina.it
Tutor:
nome
email
Petrarca, Valerio
[non definito]
Data: 10 Marzo 2025
Numero di pagine: 550
Parole chiave: Algeria, Antropologia, Religioni
Settori scientifico-disciplinari del MIUR: Area 11 - Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche > M-DEA/01 - Discipline demoetnoantropologiche
Area 11 - Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche > M-STO/04 - Storia contemporanea
Area 11 - Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche > M-STO/06 - Storia delle religioni
Depositato il: 16 Ott 2025 15:40
Ultima modifica: 10 Ago 2026 14:07
URI: https://www.fedoa.unina.it/id/eprint/16950

Abstract

La presente ricerca analizza il fenomeno di contatto della comunità religiosa del Movimento dei Focolari nel periodo tra il 1966 e il 2023. I componenti di tale comunità sono cristiani e musulmani in maggioranza i quali condividono i principi del carisma di Chiara Lubich di matrice cattolica senza rinunciare alla vita religiosa islamica. Attraverso una prospettiva storica ed etnografica e facendo uso di una folta documentazione archivistica, di interviste e di dati dell’osservazione sul terreno, la ricerca è volta a indagare i fatti culturali e religiosi che giustificano la sopravvivenza e la fortuna del Movimento in Algeria. L’indagine storica focalizza l’attenzione sul periodo del «decennio nero». Nel contesto delle efferate esecuzioni dell’ondata terroristica (GIA) la comunità dei Focolari resta incolume e anzi registra un incremento delle adesioni dei musulmani algerini che si costituiscono in piccole comunità ad Algeri, a Orano, a Tlemcen, a Sidi Bel Abbès e a Béni Abbès. Congiungendo fatti evenemenziali, culturali e istituzionali viene rintracciato nell’istituto della solidarietà sociale tradizionale un cardine centrale per l’attecchimento del carisma di Lubich tra i musulmani e per la costruzione di una rete di alleanze informali. Tale rete che risulta costituita da alcune autorità dell’asse liberale della Chiesa decolonizzata, personalità dell’ambiente religioso algerino nonché da alcuni funzionari del governo, sembra avere aperto un ombrello protettivo sulla comunità garantendo la sopravvivenza soprattutto nelle fasi storiche più critiche del paese. L’analisi del contesto storico e sociale in cui si sviluppa la comunità porta ad attribuire ad alcuni tratti della «società traumatizzata» dai cambiamenti connessi alla «situazione coloniale», alla modernità e all’insinuarsi del fondamentalismo islamico, le ragioni principali che spingono i musulmani ad aderire alla proposta spirituale dei missionari di Lubich (una sola credenza condivisa -monoteismo- vita sociale di mutuo soccorso, piena libertà di riti e culto). Lo studio utilizza i dati dell’osservazione partecipata per documentare le abitudini sociali del micro-cosmo dei Focolari individuando alcune caratteristiche dell’incontro religioso soprattutto ciò che riguarda l’apparato cultuale e le forme dell’apostolato focolarino. La ricerca dell’«elementarmente umano» proprio del carisma di Lubich e la pedagogia della «sottrazione» ad esso connesso, emergono come i principi che governano l’amministrazione del «sacro», un sacro che si mostra in una veste secolarizzata. I culti risultano visibilmente separati ma lo studio mette in evidenza la presenza di alcune forme cultuali che appaiono programmaticamente indebolite. In presenza di un fenomeno di «missionarismo» senza «proselitismo» lo studio si sofferma soprattutto sulle nozioni «inculturazione» e «acculturazione», «sacro» e «profano» indagando sulla maniera in cui prendono forma all’interno dell’anomalo fenomeno di contatto.

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