Passaro, Simona (2024) Per una lettura tipologica dei luoghi di culto rupestri nella Sicilia sud-orientale dall'età arcaica all'età ellenistica: modi, forme del culto e distribuzione territoriale. [Tesi di dottorato]

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Tipologia del documento: Tesi di dottorato
Lingua: Italiano
Titolo: Per una lettura tipologica dei luoghi di culto rupestri nella Sicilia sud-orientale dall'età arcaica all'età ellenistica: modi, forme del culto e distribuzione territoriale
Autori:
Autore
Email
Passaro, Simona
simona.passaro@unina.it
Data: 11 Marzo 2024
Numero di pagine: 328
Istituzione: Università degli Studi di Napoli Federico II
Dipartimento: Studi Umanistici
Dottorato: Scienze archeologiche e storico-artistiche
Ciclo di dottorato: 36
Coordinatore del Corso di dottorato:
nome
email
Delle Donne, Roberto
roberto.delledonne@unina.it
Tutor:
nome
email
Ferrara, Bianca
[non definito]
Data: 11 Marzo 2024
Numero di pagine: 328
Parole chiave: Sicilia; rupestre; culto
Settori scientifico-disciplinari del MIUR: Area 10 - Scienze dell'antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche > L-ANT/07 - Archeologia classica
Depositato il: 15 Mar 2024 06:18
Ultima modifica: 16 Mar 2026 11:23
URI: http://www.fedoa.unina.it/id/eprint/15454

Abstract

Lo sfruttamento della roccia naturale come adattamento all’ambiente circostante costituisce una costante dell’evoluzione umana. In Sicilia l’altopiano ibleo nel territorio sud-orientale dell’isola risulta essere l’area maggiormente interessata dall’utilizzo della roccia a scopi cultuali in epoca preromana. Tra il V sec. a.C. e l’età ellenistica è possibile riconoscere una koinè culturale che da Siracusa si irradia nell’entroterra della chora. Dalla madrepatria con l’Artemision di Scala Greca e le latomie, il fenomeno si evolve nella sub-colonia Akrai con le evidenze dell’Intagliatella e dei Templi Ferali arrivando in età ellenistica a Eloro, Avola e infine Noto con gli Heroa e il ginnasio. In questo complesso scenario è possibile distinguere due diverse forme del culto, entrambe accomunate dal riutilizzo della roccia naturale: da un lato cavità naturali, come antri e grotte con fasi di frequentazione di età protostorica, riutilizzate a scopo cultuale per la venerazione di divinità ctonie; dall’altro latomie più antiche convertite alla venerazione dei defunti, con pareti decorate da nicchiette rettangolari, o incassi quadrangolari destinati a contenere pinakes votivi.

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