Arlotta, Antonio (2006) Il contratto gratuito atipico e prassi negoziale. [Tesi di dottorato] (Unpublished)

[img]
Preview
PDF
Arlotta.pdf

Download (604kB) | Preview

Abstract

Con il presente lavoro si è cercato di chiarire la nozione giuridica di "gratuità", diversificandola tanto dall'onerosità, quanto dalla liberalità. Una volta chiarito il fondamento causale degli atti gratuiti (categoria che ricomprende i soli atti che, malgrado privi di corrispettivo, siano giustificati causalmente dal perseguimento di interessi economici) si è cercato di dare cittadinanza giuridica ai negozi gratuiti atipici ad effetto reale. Si è ritenuto opportuno soffermare l’attenzione sulla delicata questione relativa alla tradizionale propensione giurisprudenziale a negare che spostamenti giuridico-patrimoniali non possano trovare fondamento in fattispecie esulanti dall'alternativa contratto di scambio-negozio donativo e, per conseguenza, ad escludere o ridimensionare in modo drastico la possibile sfera di operatività di fattispecie gratuite non codificate. Infatti, pur essendo oramai pacifica la possibilità di concludere contratti atipici ad effetti reali, la giurisprudenza tende a negare che atti ad effetti reali possano trovare fondamento in fattispecie esulanti dall’alternativa contratto di scambio-negozio donativo e, per conseguenza, ad escludere o a comprimere fortemente l’area di operatività di fattispecie gratuite non codificate. Attraverso l'analisi di alcune diffuse prassi negoziali, del resto, si è rilevato la presenza di svariate ipotesi di spostamenti patrimoniali non onerosi ma non caratterizzati dallo spirito di liberalità ma da interessi economici. Si possono ricordare gli omaggi-premio, la diffusione gratuita di giornali o di campioni di prodotti, il trasferimento gratuito di calciatori. Minori perplessità hanno suscitato le stipulazioni gratuite afferenti ad obblighi di facere: tra queste si sono analizzate le lettere di patronage, il contratto di sponsorizzazione ed alcune offerte promozionali. Per quanto riguarda il contratto di sponsorizzazione, si è avuto modo di affrontare la natura della c.d. "sponsorizzazione interna", che obbliga lo sponsorizzato ad un pati: tale ipotesi pare non potersi qualificare gratuita, in quanto un simile obbligo non può non colorare la causa negoziale, tanto ciò vero che il suo inadempimento comporta la risoluzione del contratto e l'eventuale obbligo di risarcire i danni provocati allo sponsor.

Item Type: Tesi di dottorato
Uncontrolled Keywords: Gratuità, Liberalità, Onerosità
Depositing User: Staff Staff
Date Deposited: 30 Jul 2008
Last Modified: 30 Apr 2014 19:23
URI: http://www.fedoa.unina.it/id/eprint/663

Actions (login required)

View Item View Item