Senatore, Francesco (2000) Le ultime parole di Alfonso il Magnanimo. In: Medioevo Mezzogiorno Mediterraneo. Studi in onore di Mario Del Treppo, volume II. Europa Mediterranea. Quaderni . Liguori-GISEM, Napoli, pp. 247-270. ISBN 9-788820-729158

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Title: Le ultime parole di Alfonso il Magnanimo
Creators:
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Senatore, Francescofrancesco.senatore@unina.it
Editors:
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Vitolo, Giovannivitolo@unina.it
Rossetti, GabriellaUNSPECIFIED
Date: 2000
Department: Discipline storiche "E. Lepore"
Identification Number: 13
Title of Book: Medioevo Mezzogiorno Mediterraneo. Studi in onore di Mario Del Treppo, volume II
Place of Publication: Napoli
Publisher: Liguori-GISEM
Date: 2000
Series Name: Europa Mediterranea. Quaderni
ISBN: 9-788820-729158
Page Range: pp. 247-270
Uncontrolled Keywords: Storiografia umanistica; Aragona di Napoli; Propaganda, falsificazioni
Identification Number: 13
MIUR S.S.D.: Area 11 - Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche > M-STO/01 - Storia medievale
Area 10 - Scienze dell'antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche > L-FIL-LET/08 - Letteratura latina medievale e umanistica
Area 11 - Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche > M-STO/09 - Paleografia
Date Deposited: 07 Feb 2012 15:44
Last Modified: 30 Apr 2014 19:46
URI: http://www.fedoa.unina.it/id/eprint/8493

Abstract

L'autore analizza le amplificazioni politiche e letterarie della morte di Alfonso il Magnanimo, re d'Aragona (Napoli, 27 giugno 1458), con particolare riferimento al discorso che egli avrebbe fatto sul letto di morte. Quell'evento fu immediatamente trasformato, per fini celebrativi e politici, nelle cancellerie di Napoli e di Milano. La glorificazione del sovrano, a diversi livelli, con differenti modalità e obiettivi, nacque infatti già nelle lettere del Panormita, segretario di Alfonso e del suo successore a Napoli, Ferante, e in una lettera di Pere Villarasa (edita in Appendice) interpolata dalla cancelleria sforzesca. Queste lettere modificarono il piccolo, ma significativo événement, trasmettendolo, per vie che non ci sono del tutto note, a testimoni più lontani, ma anche più influenti nei confronti della successiva tradizione storiografica, come Vespasiano da Bisticci e sant'Antonino, il Liber rerum gestarum dello stesso Panormita.

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