Settembre, Veronica (2013) Validazione di metodi analitici per la determinazione di sostanze d'abuso in matrice urinaria: analisi di screening e analisi di conferma. [Tesi di dottorato]

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Tipologia del documento: Tesi di dottorato
Lingua: Italiano
Lingua (extra) : Altra lingua
Titolo: Validazione di metodi analitici per la determinazione di sostanze d'abuso in matrice urinaria: analisi di screening e analisi di conferma
Autori:
AutoreEmail
Settembre, Veronicaveronica.settembre@gmail.com, veronica.settembre@unina.it
Data: 2 Aprile 2013
Numero di pagine: 89
Istituzione: Università degli Studi di Napoli Federico II
Dipartimento: Scienze Biomediche Avanzate
Scuola di dottorato: Medicina preventiva, pubblica e sociale
Dottorato: Ambiente, prevenzione e medicina pubblica
Ciclo di dottorato: 25
Coordinatore del Corso di dottorato:
nomeemail
Buccelli, Claudio[non definito]
Tutor:
nomeemail
Acampora, Antonioacampora@unina.it
Data: 2 Aprile 2013
Numero di pagine: 89
Parole chiave: sostanze stupefacenti, test di screening, analisi di conferma
Settori scientifico-disciplinari del MIUR: Area 03 - Scienze chimiche > CHIM/01 - Chimica analitica
Area 06 - Scienze mediche > MED/43 - Medicina legale
Area 06 - Scienze mediche > MED/44 - Medicina del lavoro
Depositato il: 11 Apr 2013 16:28
Ultima modifica: 22 Set 2014 08:15
URI: http://www.fedoa.unina.it/id/eprint/9460
DOI: 10.6092/UNINA/FEDOA/9460

Abstract

È noto che la determinazione di sostanze stupefacenti è uno strumento d’indagine utilizzato nei più svariati ambiti: da quello sociale a quello tossicologico-forense. In particolare, la legislazione italiana predispone accertamenti di uso/abuso di sostanze stupefacenti in quei casi in cui è necessario verificare l’idoneità o l’integrità psico-fisica di un soggetto: guida, custodia minorile, idoneità al servizio militare, sorveglianza sanitaria, accertamenti su lavoratori le cui mansioni comportano rischi per l’incolumità di terzi ecc. In tale contesto i risultati ottenuti da un’analisi devono essere assolutamente inequivocabili. L’obiettivo prefissato del presente studio è stato l’ottimizzazione e la validazione di procedure analitiche tese alla determinazione qualitativa e quantitativa di sostanze stupefacenti in urina e la valutazione dei parametri di sensibilità, specificità e accuratezza di alcuni dispositivi messi in commercio per l’effettuazione di test di screening, al fine di verificare l’attendibilità dei risultati di questi ultimi. La prima fase del progetto, ha previsto la messa a punto di metodiche analitiche per le principali classi di sostanze stupefacenti, che prevedono l’estrazione in fase solida (SPE) dalla matrice urinaria e successiva analisi adoperando la gas-cromatografia accoppiata alla spettrometria di massa (GC/MS) (metodi di conferma). In particolare il lavoro ha previsto: costruzione di curve di calibrazione per la quantificazione di sostanze in matrice, studio dei parametri di specificità, sensibilità, accuratezza e precisione della metodica, studio del recupero di estrazione Nella seconda fase sono stati stati sottoposti a validazione tre strumenti progettati per l’effettuazione dei test di screening: 1) un dispositivo rapido on-site per il rilevamento simultaneo di tutte le sostanze d’abuso 2) un sistema di immunodosaggio FPIA (Fluorescence Polarization Immunoassay) 1) una tecnica immunoenzimatica ELISA. Le tecniche in GC/MS, validate nel primo anno, sono state utilizzate come metodologie di riferimento per la conferma dei campioni sottoposti alle prove di screening, al fine di escludere qualsiasi errore di preparazione o eventuale degradazione degli analiti. I risultati conseguiti nel corso dei tre anni di attività di ricerca hanno consentito di ottenere una metodica analitica di conferma con elevati requisiti di specificità, sensibilità, accuratezza e precisione, fattori che garantiscono la corrispondenza delle metodiche ai requisiti di legge, nonché alle esigenze di affidabilità dettate dall’importanza delle analisi. Allo stesso tempo, invece, l’analisi statistica condotta sui dati di validazione dei test ha evidenziato una percentuale inaccettabile di falsi negativi (risultati, invece, come positivi in GC/MS), che costituiscono il principale dato di inadeguatezza, per lo scopo forense, di tutti i dispositivi indagati, nonostante questi si basassero su metodiche di analisi diverse.

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