Di Iorio, Paola (2014) Inquinamento ambientale e patologie ostetrico-ginecologiche. [Tesi di dottorato]

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Item Type: Tesi di dottorato
Lingua: Italiano
Title: Inquinamento ambientale e patologie ostetrico-ginecologiche
Creators:
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Di Iorio, Paoladiioriopaola@libero.it
Date: 31 March 2014
Number of Pages: 192
Institution: Università degli Studi di Napoli Federico II
Department: Scienze Mediche Traslazionali
Scuola di dottorato: Medicina clinica e sperimentale
Dottorato: Riproduzione, sviluppo ed accrescimento dell'uomo
Ciclo di dottorato: 26
Coordinatore del Corso di dottorato:
nomeemail
Pignata, ClaudioUNSPECIFIED
Tutor:
nomeemail
Nappi, CarmineUNSPECIFIED
Date: 31 March 2014
Number of Pages: 192
Uncontrolled Keywords: Inquinamento; Malformazioni Fetali; Cancro Endometriale;
Settori scientifico-disciplinari del MIUR: Area 06 - Scienze mediche > MED/40 - Ginecologia e ostetricia
Date Deposited: 10 Apr 2014 10:02
Last Modified: 23 Feb 2015 15:32
URI: http://www.fedoa.unina.it/id/eprint/9987

Abstract

Nel corso degli ultimi trent’anni, si è andata progressivamente imponendo una nuova e più diffusa attenzione rispetto ai temi, sempre più attuali e scottanti, dell’inquinamento ambientale e delle relative ripercussioni sulla salute umana. Le diossine sono considerate contaminanti globali, in quanto ubiquitarie e, sia pure in bassissime dosi, praticamente presenti ovunque. Il problema non è, però la loro presenza, ma la loro quantità. Le diossine non sono prodotti industriali, ma sottoprodotti indesiderati di altre reazioni chimiche (processi di combustione incontrollata quali incenerimento dei rifiuti delle attività agricole, incendi di boschi e siti industriali, fuochi di caminetti). La formazione di diossine nella combustione incontrollata è agevolata in modo sensibile dalla presenza di certe sostanze chimiche contenenti cloro, i cosiddetti “precursori”. Si tratta di sostanze prodotte dall’uomo e, tra queste, si ricordano i policlorobifenili (PCB). I PCB sono tossici insidiosi, invisibili ed impercettibili; si accumulano nell’organismo soprattutto in situazioni di contaminazione cronica e di lungo periodo, producendo effetti dannosi a lunga scadenza difficilmente prevedibili. La maggior fonte di contaminazione umana riguarda la loro assunzione attraverso gli alimenti, anche se in alcuni casi l’inalazione e l’esposizione cutanea possono rappresentare delle importanti vie di contaminazione. Il nostro progetto di ricerca è stato suddiviso in due filoni. Prima linea di studio: analisi delle correlazione tra inquinanti ambientali e malformazioni fetali . In particolare sono stati presi in esame il Bisfenolo A e 10 tra i più comuni PBC. Seconda linea di studio: correlazione tra cancro endometriale e concentrazioni ematiche dei principali PBC. In definitiva, non è ancora possibile raggiungere una univocità di interpretazione dalla ampia messe di dati ricavabili dai vari bracci del presente studio. Però, per quanto i nostri risultati necessitino di un più ampio inquadramento epidemiologico e laboratoristico di cui attualmente nemmeno la letteratura è in grado di fornire il necessario supporto, è pur vero che sussistono varie prove “parziali” che collegano l’inquinamento ambientale a ripercussioni sulla riproduzione animale ed umana. Ne deriva un severo monito ad inquadrare le singole evidenze sperimentali in un più ampio contesto scientifico, che debba, però , mantenere nella debita considerazione i molteplici fattori che interferiscono sulla riproduzione umana in concomitanza con gli effetti dell’inquinamento. Risulta comunque accertato che gli inquinanti ambientali rivestono in ogni caso la funzione di “endocrine disruptor” e cioè di fattori capaci di interagire a vari livelli ed in varie epoche sullo sviluppo umano.

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