Masi, Maria (2024) Abitare il Mentre. Città in allestimento. [Tesi di dottorato]

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Tipologia del documento: Tesi di dottorato
Lingua: Italiano
Titolo: Abitare il Mentre. Città in allestimento
Autori:
Autore
Email
Masi, Maria
maria.masi@unina.it
Data: 10 Marzo 2024
Numero di pagine: 259
Istituzione: Università degli Studi di Napoli Federico II
Dipartimento: Studi Umanistici
Dottorato: Filosofia dell'interno architettonico
Ciclo di dottorato: 36
Coordinatore del Corso di dottorato:
nome
email
Conte, Domenico
domenico.conte@unina.it
Tutor:
nome
email
Giardiello, Paolo
[non definito]
Data: 10 Marzo 2024
Numero di pagine: 259
Parole chiave: Allestimento; temporaneità; pres-ente; evento; città; cantiere
Settori scientifico-disciplinari del MIUR: Area 08 - Ingegneria civile e Architettura > ICAR/16 - Architettura degli interni e allestimento
Depositato il: 16 Mar 2024 11:22
Ultima modifica: 10 Mar 2026 15:45
URI: http://www.fedoa.unina.it/id/eprint/15488

Abstract

La città contemporanea è un corpo in mutamento. Governata da flussi in continuo movimento, da eventi che persistono e si rinnovano, si presenta come un’entità instabile che rimanda al lavorio incessante e alla mutevolezza di una realtà “cantiere” e che impone una rilettura del fattore temporale per una concreta comprensione della sua complessità. Ciascun istante in cui si verifica il cambiamento, anche il più minuto, imprendibile e secondario, può essere considerato un Mentre, un intreccio inscindibile di tempi e spazi, contenitore di possibilità non ancora vissute. Il Mentre non è quindi un istante ma una prossimità: in termini di relazione è «quel nulla che si frappone tra il [proprio] corpo e le cose» (Galimberti, 1983), e che, per questo, rende tutto ciò che è “intorno”, potenzialmente, materia prima del progetto. Accogliere la sfida del Mentre nel progetto contemporaneo vuol dire operare nella dimensione spazio-tempo-eventuale della città, intesa come corpo instabile, fondato e rifondato dalle pratiche che la abitano. La ricerca proposta fonda le sue radici nella disciplina dell’Allestimento, ritracciando in essa caratteri di apertura e sperimentazione utili ad affrontare il Mentre e a guardare al progetto come un cantiere aperto in cui tutto ciò che è disponibile può essere assunto come materia prima di trasformazione. Un punto di osservazione necessario per indagare operazioni architettoniche che, allontanandosi da ricerche puramente formali, operano con il tempo e cogliendo le possibilità e il carattere sperimentale dell’effimero. Il campo dell’Allestimento è qui esteso all’insieme delle operazioni e delle pratiche temporanee che ridefiniscono momentaneamente il volto della città, che si stratificano sull’esistente e lo rileggono, avendo come obiettivo non tanto la costruzione di una nuova estetica urbana, quanto il coinvolgimento del vivente – e dello spazio stesso – in un’esperienza diretta e partecipativa, in un processo intellettuale e fisico.

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