Pagliarulo, Daniela (2024) Restauro e processo critico nel pensiero e nell'opera di Carlo Ludovico Ragghianti. [Tesi di dottorato]
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| Tipologia del documento: | Tesi di dottorato |
|---|---|
| Lingua: | Italiano |
| Titolo: | Restauro e processo critico nel pensiero e nell'opera di Carlo Ludovico Ragghianti |
| Autori: | Autore Email Pagliarulo, Daniela daniela.pagliarulo@unina.it |
| Data: | 10 Marzo 2024 |
| Numero di pagine: | 287 |
| Istituzione: | Università degli Studi di Napoli Federico II |
| Dipartimento: | Architettura |
| Dottorato: | Architettura |
| Ciclo di dottorato: | 36 |
| Coordinatore del Corso di dottorato: | nome email Mangone, Fabio fabio.mangone@unina.it |
| Tutor: | nome email Marino, Bianca [non definito] |
| Data: | 10 Marzo 2024 |
| Numero di pagine: | 287 |
| Parole chiave: | Restauro; tutela; patrimonio culturale; Carlo Ludovico Ragghianti; processo critico |
| Settori scientifico-disciplinari del MIUR: | Area 08 - Ingegneria civile e Architettura > ICAR/19 - Restauro |
| Informazioni aggiuntive: | pagliarulo.daniela@gmail.com |
| Depositato il: | 18 Mar 2024 13:10 |
| Ultima modifica: | 18 Mar 2026 09:20 |
| URI: | http://www.fedoa.unina.it/id/eprint/15491 |
Abstract
La ricerca riguarda la figura di Carlo Ludovico Ragghianti (1910-1987) ed il contributo della sua opera al tema del restauro e della tutela del patrimonio culturale. Condividendo l’obiettivo dell’allargamento del campo speculativo nell’ambito della critica d’arte, premessa culturale ed estetico-metodologica del restauro critico, si distingue, non solo per il suo attivismo politico, ma anche per una costante frequenza di territori extra disciplinari. Il suo vasto campo di interessi lo porta a sostenere la necessità della ricerca storica di verificare crinali interpretativi fondati su di un approccio critico, per superare il metodo “positivo” e poi filologico. Oltre il contributo offerto nel solco di questa revisione estetico-metodologica, maturata a contatto con le personalità più influenti del panorama restaurativo e con le lezioni dei “padri fondatori” della disciplina, la riflessione di Ragghianti sul linguaggio estetico, l’attività di promozione culturale, l’impiego di media innovativi per la comunicazione dei valori delle opere d’arte la idea di urbanistica comprensiva delle istanze della tutela. La tesi prende le mosse dalle premesse teoriche, i riferimenti culturali e le relazioni intessute da Ragghianti con altre figure del panorama dell’epoca. Tale primo affondo di ricerca è stato individuato con lo scopo di meglio comprendere i significati del pensiero e dell’azione del critico lucchese nell’ambito della tutela del patrimonio culturale. Successivamente è stato possibile individuare i temi che con maggiore evidenza chiariscono il peso del contributo ragghianteo, mantenendo una cronologia lineare sia per mettere in luce un “profilo” inedito, sia come strumento di verifica che osservasse parallelamente le evoluzioni del pensiero di Ragghianti e quelle della disciplina, con l’obiettivo di controllarne le affinità e le distanze. La trama dei tematismi individuati parte da quelli propri del periodo della ricostruzione che vedono coinvolto Ragghianti nella tutela dei centri storici, con particolare riferimento a Firenze, la posizione da lui assunta rispetto al rapporto tra antico e nuovo, il riconoscimento dei valori corali dei tessuti urbani e il modo di intervenire in presenza della ‘lacuna’ e il ripristino. Successivamente viene indagato dapprima il ruolo da lui rivestito nell’ambito delle Commissioni parlamentari, prima la Marangone e poi la Franceschini, che hanno esercitato un peso non secondario nel percorso di definizione giuridica di tutela del patrimonio culturale. Le vicende legate all’alluvione che colpì Firenze nel 1966 consentono, poi, di mettere in luce il ruolo attivo svolto dal critico lucchese per le operazioni di salvataggio del patrimonio danneggiato dall’esondazione dell’Arno. In particolare, si tratta di un momento in cui emerge un’azione multiforme e interconnessa tra attività di coordinamento per gli interventi di recupero, coinvolgendo anche l’UNESCO, e attività di promozione culturale tramite l’istituzione di centri di ricerca. Infine, la realizzazione dell’Università Internazionale dell’Arte, il cui statuto subito chiarisce come l’iniziativa rientrasse nel progetto di ripresa dall’alluvione, consente di mettere a fuoco il tema della formazione degli specialisti nel campo della conservazione del patrimonio; oltretutto si tratta di un aspetto che include aspetti legati alla museologia e all’analisi digitale delle opere d’arte. Sebbene, dunque, ogni campo tematico preso in considerazione sia suscettibile di ulteriori ricerche, sono altresì deducibili taluni aspetti che ancorano il lavoro del critico lucchese al panorama contemporaneo della disciplina che concludono il lavoro di ricerca.
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