Scognamiglio, Emanuele (2024) Il criterio dell'integrazione socio-economica nella valutazione delle domande di asilo. Legislazione, prassi e aspetti controversi. [Tesi di dottorato]

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Tipologia del documento: Tesi di dottorato
Lingua: Italiano
Titolo: Il criterio dell'integrazione socio-economica nella valutazione delle domande di asilo. Legislazione, prassi e aspetti controversi
Autori:
Autore
Email
Scognamiglio, Emanuele
emanuele.scognamiglio@unina.it
Data: Giugno 2024
Numero di pagine: 213
Istituzione: Università degli Studi di Napoli Federico II
Dipartimento: Scienze Sociali
Dottorato: Scienze sociali e statistiche
Ciclo di dottorato: 36
Coordinatore del Corso di dottorato:
nome
email
Amaturo, Enrica
amaturo@unina.it
Tutor:
nome
email
Orientale Caputo, Giustina
[non definito]
Data: Giugno 2024
Numero di pagine: 213
Parole chiave: integrazione, richiedenti asilo, protezione umanitaria, lavoro, merito
Settori scientifico-disciplinari del MIUR: Area 14 - Scienze politiche e sociali > SPS/09 - Sociologia dei processi economici e del lavoro
Depositato il: 05 Giu 2024 12:55
Ultima modifica: 10 Mar 2026 12:16
URI: http://www.fedoa.unina.it/id/eprint/15394

Abstract

Negli ultimi decenni si è affermata in maniera pervasiva e trasversale nella costruzione delle politiche pubbliche un paradigma neoliberale secondo il quale le prestazioni e i servizi legati alla titolarità di un diritto debbano essere subordinati ad un certo livello di attivazione individuale. Questo contributo punta a cogliere, alla luce della “crisi dei rifugiati” e del relativo stravolgimento del management europeo delle migrazioni, le modalità con le quali certi modelli premiali si stanno lentamente insinuando anche nelle dinamiche di relative al diritto di asilo. A tal fine sono state indagate le condizioni che permettono la concessione della protezione umanitaria, diventata negli ultimi anni la principale forma di tutela riconosciuta in Italia ai richiedenti asilo. Come strumenti d’indagine sono state prese in considerazione le motivazioni delle sentenze che giustificavano il rilascio della protezione umanitaria nel periodo che va da 2016 e al 2019. Parallelamente si è fatto ricorso ad un insieme di interviste a testimoni privilegiati, operatori legali e operatori dell’accoglienza in quanto direttamente coinvolti nell’accompagnamento dei richiedenti asilo. Tra gli elementi maggiormente attenzionati dai giudici si annoverano l’inserimento lavorativo, i percorsi di formazione professionale, il volontariato e l’acquisizione di competenze linguistiche. Nella valutazione dei giudici il parametro della vulnerabilità relativo alla situazione del paese di origine, pur mantenendo una centralità, sembra non bastare più: un dovere di performance civica ed economica, definita «integrazione socio-economica» ha penetrato progressivamente i criteri tenuti in considerazione dagli organi preposti alla valutazione. La protezione umanitaria in quest’ottica tende a dover essere guadagnata tramite specifici comportamenti meritori e non più riconosciuta solamente sulla base delle situazioni pregresse del richiedente asilo. Se da un lato la considerazione dell’integrazione può rappresentare un’opportunità e un incentivo strategico per i richiedenti asilo, dall’altro la protezione umanitaria rischia di diventare un dispositivo selettivo incentrato su un principio di condizionalità tra i processi di inclusione, l’attivazione individuale e la titolarità del soggiorno dall’altro.

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